lunedì 22 ottobre 2018

TESTIMONIANZA DI ANTONELLA

Mi chiamo Antonella ho 49 anni, risiedo in prov. Di Salerno nel 2009 ho avuto forti dolori al cuore e mi hanno riscontrato una in sufficienza mitralica. In questi anni sono stata sotto controllo cardiaco periodicamente. Nel 2015 sono stata male, mi sono ricoverata è hanno riscontrato che l'insufficienza valvolare era diventata severa, quindi mi consigliavano di effettuare al più presto l'intervento. Ma in quel momento e subentrata la paura. Nel 2015 mi sono ricoverata all'ospedale Ruggi di Salerno per effettuare l'intervento, ma per sopraggiunti motivi(molta paura) sono andata a casa.
In questi anni ho fatto una vita limitata e sofferente, cercando nel frattempo altre tecniche di intervento.
Nel 2018 tramite amici venivo a conoscenza del Prof. Hugo Vanermen che opera con tecnica mini invasiva.
Contatto la dott.ssa Agnes Cartella assistente del Prof.,  per avere dei chiarimenti. La dott.sa Agnes mi trasmetteva una tranquillità sull'intervento, l'intervento che in poco tempo ho effettuato. Il 27.06.2018 sono stata operata dal prof. Vanermen ed il 04.07.2018 già rientrato a casa.
Ringrazio il Prof. Hugo Vanermen e la dott.saa Agnes Cardella per la loro grandissima professionalità.

venerdì 28 settembre 2018

Plastica Mitralica Policlinico di Monza


Il Prof Vanermen ed Io abbiamo raggiunto il Policlinico di Monza.
Cogliamo l'opportunità per ringraziare il Presidente, Dr Michelangelo De Salvo, che ci ha permesso di collaborare con l'equipe cardiochirurgica, per iniziare a praticare a Monza la chirurgia di riparazione della valvola mitrale e tricuspide con approccio mini-invasivo.


giovedì 27 settembre 2018

TESTIMONIANZA DI GIOVANNI

Rendo la mia testimonianza con la certezza che potrà essere di aiuto a coloro che,non trovando chiarezza nell' imperscrutabile mondo della medicina, sono alla ricerca di chi possa ridare loro una possibilità di "rinascita".
Mi chiamo Giovanni Petrazzuolo, ho 74 anni e sono un infermiere in pensione. In seguito ad una diagnosi di prolasso severo della valvola mitrale è iniziato per me una estenuante ricerca di un cardiochirurgo che fosse in grado di utilizzare una innovativa tecnica chirurgica in alternativa a quella tradizionale. Conscio del fatto che, data la funzionalità polmonare sinistra ridotta del 10%, la possibilità di superare l'intervento sarebbe diminuita fino ad arrivare al 90%. Con tali presupposti ho iniziato a navigare su internet con la disperazione di un condannato a morte, perché è così che mi sentivo alla fine di ogni consulto medico a cui mi sottoponevo. C'era chi era disposto ad operarmi attraverso la sternotomia o chi, calcolando i rischi, si rifiutava di operarmi. La natura umana, però, ci tieni aggrappati alla vita e così non ho mollato e dopo tanto cercare mi sono imbattuto nel nome del Prof. Vanermen. Quello è stato il momento in cui si è riaccesa la luce della speranza! Potevo sperare. finalmente, che ci fosse un'alternativa ma con fare razionale ho approfondito la mia ricerca e mi sono messo in contatto con la Dottoressa Agnes Cardella. Ho da subito capito che ero al cospetto di un altro modo di fare, pensare, agire, ero di fronte ad una professionista che mentre dava risposta alle mie domande, curava la mia mente e mi offriva gli strumenti per "alleggerire" il mio stato d'animo. Era la prima volta che mi imbattevo in un simile atteggiamento, la prima volta che un medico si prendeva cura di me. Sono partito per Roma con la mia famiglia martedì 26 giugno 2018 e dopo due giorni di esami diagnostici mi sono sottoposto all'operazione con tecnica mini invasiva. Dopo quattro giorni dall'intervento, sono tornato a casa. Durante la mia permanenza in clinica ho ricevuto una costante assistenza medica e psicologica da parte della Dottoressa Cardella. Una professionista che con pazienza e dedizione ha accompagnato anche la mia famiglia in questo percorso fatto di giustificabile timore. Nelle cinque ore in sala operatoria ha mantenuto un continuo contatto con mia figlia che di volta in volta veniva informata su tutte le fasi dell'intervento. Concludo questa mia testimonianza affermando senza ombra di dubbio che contrariamente a quello che ci insegna la vita, esistono dei medici di straordinaria levatura intellettuale che con umiltà e modestia mettono a disposizione del prossimo il loro "sapere". Questa esperienza oltre a ridarmi la "vita", mi ha insegnato che non bisogna mai arrendersi...perché anche l'impossibile a volte diventa possibile...basta incontrare le persone giuste. Grazie "miei angeli" è stato un onore conoscervi! 

Giovanni Petrazzuolo
Napoli
+393287546168

mercoledì 26 settembre 2018

TESTIMONIANZA DI ORNELLA

Mi chiamo Ornella Cavalieri, ho 71 anni e abito a Vimercate in provincia di Milano. Nel 2011 (proprio l’estate in cui sono andata in pensione) durante una visita dal mio medico di base ho scoperto di avere un soffio al cuore. Il cardiologo da cui mi sono recata subito dopo, mi ha diagnosticato un’ insufficienza mitralica di grado moderato che ho tenuto sotto controllo fino all’inverno del 2016, quando sono comparse le tanto temute fibrillazioni atriali, che però il cardiologo non ha ritenuto causate dall’insufficienza valvolare. Già dal 2011 sapevo dell’esistenza del grande cardiochirurgo Hugo Vanermen, di cui conoscevo tutto ormai, perché da quando mi era stato detto che avrei dovuto farmi operare mi ero messa a cercare su internet tutte le notizie relative alla tipologia dell’intervento. Ho scoperto così che in Belgio il Dottor Hugo Vanermen effettuava interventi di riparazione e sostituzione della valvola mitralica senza aprire lo sterno, con una tecnica (Port Access) da lui stesso ideata e messa a punto già dal 1997: mi tenevo aggiornata sul suo blog, avevo letto alcune sue interviste, mi ero persino messa a studiare l’inglese per informarmi meglio sulla sua tecnica. Avevo anche letto le numerose testimonianze dei pazienti da lui operati: sapere che forse avrei un giorno avuto la fortuna di essere operata da quel grande luminare mi dava la forza di accettare l’idea di un intervento al cuore, soprattutto senza quel metodo cruento e per me spaventoso: l’apertura dello sterno… Nel frattempo ero venuta a conoscenza del fatto che il Professor Vanermen operava anche in Calabria e, in seguito, a Roma. Quando sono comparse le fibrillazioni, quell’ orribile novembre 2016, ho avuto il coraggio di telefonare alla dottoressa Agnes Cardella, l’assistente del professore, che subito mi ha fatto capire che era ormai necessario l’intervento. Ma la paura era troppo forte: non ho detto niente a mia figlia e ho iniziato la cura con l’anticoagulante prescrittami dal cardiologo, in previsione della cardioeversione, a cui avrei dovuto sottopormi 40 giorni dopo, per eliminare le fibrillazioni atriali. Pochi giorni prima di Natale però, è subentrato lo scompenso cardiaco: un giorno mentre camminavo per strada ho sentito l’affanno stringermi il petto e le gambe, pesanti, sembravano non volersi staccare dal pavimento.
Senza dire niente a nessuno ho telefonato ancora alla dottoressa Cardella, ma quando mi ha detto che dovevo fare un’eco cardio e spedirglielo, mi sono sentita morire e non ho risposto più ai suoi messaggi. Dopo pochi giorni sono stata ricoverata nell’ospedale di Vimercate per scompenso cardiaco acuto e mi è stato detto che in quelle condizioni non sarebbe stato possibile un intervento chirurgico, naturalmente perché i medici pensavano che si dovesse effettuare con il metodo tradizionale. Una volta dimessa dall’ospedale, le mie condizioni sono andate sempre peggiorando : a causa dello scompenso avevo sempre l’affanno e non potevo neanche uscire di casa né svolgere le mie solite attività. 
Sono stata male dal dicembre 2016 al maggio 2017, quando mi sono decisa a fare un’eco cardio e a spedirlo alla gentilissima Dottoressa Cardella, che ha risposto quasi subito confermando la necessità dell’intervento e fissando la data: 28 giugno 2017.
Non so come, ma una grande tranquillità è scesa nel mio animo: sarei stata operata dal grande chirurgo Hugo Vanermen che avrebbe riparato la valvola mitrale e la tricuspide, effettuando anche un intervento di crioablazione per le fibrillazioni atriali. Ho vissuto quel mese come un sogno e quando finalmente sono arrivata a Roma con mia figlia (che non mi avrebbe mai abbandonata) e sua suocera, che ci è stata vicina come una sorella,ho capito che dovevo affrontare con coraggio quella prova tanto temuta.
Il lunedì pomeriggio, giorno del mio arrivo all’ European Hospital di Roma dove il professor Vanermen opera in esclusiva per l’Italia, ero sulla porta della mia stanza, la 406, quando ho visto uscire dall’ascensore il professor Vanermen e la dottoressa Cardella. Dopo una ventina di minuti sono entrati nella mia stanza e per l’emozione non riuscivo quasi a parlare. Il prof si è seduto accanto al mio letto e con molta semplicità ha detto che mi avrebbe fatto untaglietto sotto il seno destro; non ho avuto nemmeno la forza di fargli domande, anzi non ne avevo più bisogno, mi ero messa con grande fiducia nelle mani del grande luminare, un uomo cordiale e gentile come solo i grandi uomini sanno essere. La dottoressa Cardella, sempre sorridente e affabile oltre che molto competente, mi ha rassicurata e subito si è creata tra lei e mia figlia una grande empatia, un’amicizia davvero speciale. I 2 giorni seguenti sono stata sottoposta a tutti gli esami necessari e infine mi è stato confermato che sarei stata la prima ad essere operata il mercoledì mattina.
Quando è arrivato il giorno dell’intervento, mia figlia ha potuto accompagnarmi in ascensore (sono claustrofobica) fino alla sala operatoria. Ricordo che ho scambiato alcune parole con l’anestesista poi… Nulla, solo il caldo confortevole del lettino termico su cui sono stata adagiata…
Durante l’intervento mia figlia ha ricevuto a intervalli regolari messaggi della Dottoressa Cardella dalla sala operatoria, cosa che l’ha molto rassicurata e le ha permesso di affrontare senza angoscia quei difficili momenti. 
Mi sono svegliata in terapia intensiva, confusa ma quasi senza dolori.
Ho potuto vedere mia figlia e sua suocera, e ho ricevuto con grande gioia la visita del Dottor Vanermen, a cui ho preso le mani e le ho baciate. Egli ha poi parlato con mia figlia e le ha detto che l’intervento era andato ancor meglio di quanto lui si aspettasse, era molto contento anche per la tranquillità con cui io avevo affrontato quella prova, perché ciò aveva influito positivamente sull’intervento stesso. Posso confermare che non ho avuto nessuna paura,neanche quando sono stata portata in sala operatoria…E anche dopo, tutto è stato quasi piacevole. Non ricordo alcun terribile dolore, come avevo temuto: tutto il personale infermieristico e medico dell’ European Hospital di Roma mi ha seguito con grande gentilezza e professionalità. Ringrazio in particolare il dottor Weltert, che mi ha seguito con grande competenza, disponibilità e umanità anche dopo il mio ritorno a casa.
Quei giorni di degenza li ho vissuti con gioia, con la consapevolezza di avere avuto il grande privilegio di essere stata operata da un grandissimo chirurgo: il numero uno, come ama dire la sua fidata collaboratrice! Auguro di avere la stessa fortuna a chi ha i miei stessi problemi.
Tutto era a carico del Sistema Sanitario Nazionale: la camera era confortevole e spaziosa e mia figlia ha potuto sempre stare con me, dormendo su un comodo divano letto. Averla vicina e sentirmi così amata da lei mi ha dato tanta forza e ha allontanato qualsiasi paura. Sono stata bene fin da subito: era scomparso quel terribile affanno, le fibrillazioni non c’erano più, il Professore mi aveva riparato non solo la mitrale e la tricuspide, ma aveva chiuso anche un forame scoperto durante l’intervento. La cardiologa di Vimercate che mi ha fatto l’ecocardio dopo un mese, è rimasta molto colpita dalla perfezione dell’intervento e dall’evidente miglioramento delle mie condizioni cliniche. Per i tre mesi seguentisiamo rimaste in contatto con la dottoressa Cardella che è statasempre molto disponibile, dandoci indicazioni sulle cure e sugli esami di controllo che le spedivamo regolarmente. Tuttora è sempre reperibile al telefono per rispondere alle nostre domande, dimostrando grande umanità e professionalità.
A settembre, la visita di controllo a Roma con il professor Vanermenha confermato l’ottimo stato di salute. Oltre che un genio, il professore è un uomo speciale, che sa entrare in empatia con i suoi pazienti. Appartiene alla categoria dei Grandi uomini che lasciano un segno nella storia, mettendo a disposizione di coloro che soffrono il loro talento e le loro doti eccezionali.


Grazie ancora, con tutto il cuore!
Grazie anche da parte di mia figlia Anna, che in questi difficili momenti ha potuto contare sulla presenza amorevole della dottoressa Cardella, sempre pronta a rassicurarla e a rispondere con grande competenza alle sue domande. 
Sono a disposizione di chiunque mi voglia contattare.


Ornella Cavalieri
+39 340 2838781
o.cavalieri@tiscali.it



venerdì 9 marzo 2018

TESTIMONIANZA DI PAOLO

Mi chiamo  Paolo Console ho anni 58 vivo a L’Aquila e lavoro in tutta Italia , sono uno sportivo , ed ho sempre affrontato la vita con determinazione e con la voglia di fare, credevo di essere invincibile, come del resto tutti noi pensiamo , ma un bel giorno attraverso una semplice visita di routine annuale mi è stata riscontrata la rottura di una corda tendinea della valvola mitralica. Grazie al cardiologo siamo andati a fondo sottoponendomi  all’esame transesofageo, ebbene qui con grande preoccupazione è stato diagnosticato un prolasso della valvola mitralica , con rottura di due corde tendinee ed insufficienza severa, con diagnosi di operazione . Era il 18 maggio 2017 data in cui ,credetemi ,mi sono sentito perso, senza certezze, confuso, con un futuro poco chiaro, in poche parole la sceneggiatura della mia vita è cambiata in un attimo.  Mi si prospettava il classico intervento in sternotomia, con tempi di recupero lunghi.  Per una serie di casi fortuiti, tramite un mio carissimo amico con problematiche simili,  sono venuto a conoscenza  che un cardiochirurgo  belga Prof. Hugo Vanermen  opera presso  il centro cardiologico specializzato dell’European Hospital di Roma, con una tecnica innovativa mini-invasiva. Prendo tutte le informazioni  utili per capire , forse lassù qualcuno mi ha protetto , mi trovavo di fronte ad un luminare, cardiochirurgo di fama internazionale . Mi sono immediatamente messo in contatto telefonico con la Dott.ssa Agnes Cardella  assistente del Professore, la quale con una gentilezza incredibile mi ha rassicurato, spiegandomi che , considerando la mia giovane età , sarebbe stato opportuno intervenire velocemente per evitare delle eventuali peggioramenti e problematiche, e pensare che l’ospedale di  Teramo mi aveva inserito nella lista di attesa per fine settembre.  Bene detto questo viene fissata la data dell’intervento  per il 27 giugno . Nelle settimane precedenti il ricovero la Dott.sa Agnes mi è stata sempre vicino tramite messaggi e telefonate, per sincerarsi del mio stato psicologico ed emotivo .La Dott.sa Agnes ha predisposto tutto presso l’European Hospital , struttura convenzionata con il S.S.N. vengo ricoverato il 25 giugno  in una bella camera  con letto singolo , letto per mia moglie , e televisore.  Il Dott. Luca Weltert mi accoglie dandomi tutte le spiegazioni e tranquillizzandomi sul pre e post operatorio. In pomeriggio  arrivano in camera  il Prof. Vanermen e la Dott.sa Agnes per conoscermi ed immediatamente si stabilisce  un’empatia straordinaria . la sensazione che il Professore mi ha trasmesso è stata tranquillità , sorrisi ed ho potuto riscontrare una profonda umanità ed un’umiltà fuori dal comune .  Il giorno 26 vengono svolti tutti gli esami di preparazione all’intervento, ed anche in questo caso tutto si è svolto con il massimo della cortesia, umanità e professionalità . Ci siamo ,è il 27 Giugno 2017 entro in sala operatoria, mi sveglio in terapia intensiva e vedo il Professore la Dott.sa Agnes che mi dicono tutto è andato molto bene, il mattino successivo torno in camera, monitorato costantemente dal personale infermieristico.  Mi viene fatta visita dal Prof. DePaulis primario del reparto di cardiologia, il quale anche lui mi dice che tutto è andato bene. Il 29 mattina mi fanno alzare ed iniziare a muovere i primi passi , i giorni successivi su e giù per il corridoio. Il Prof. Vanermen mi fa visita tutti i giorni controllandomi e dicendo che l’operazione mi darà la possibilità di tornare a fare attività meglio di prima. Il 4 Luglio vengo dimesso, torno a casa, e la mia vita piano piano torna alla normalità. Un grazie enorme, sentito, emozionato grazie al Prof.Vanermen  cardiochirurgo geniale,umano, umile, che mi ha dato l’oppotunità di godermi ancora questa vita stupenda.

Paolo Console
+39 335 7788 592


lunedì 5 giugno 2017

TESTIMONIANZA DI MICHELE

Sono Michele Cavallo di anni 67, vivo a Roma e sono stato operato il 21/02/2017 dal Prof. Hugo Vanermen. La mia storia inizia quando all’età di circa 30 anni mi sottopongo ad una visita cardiologica a causa di numerose extrasistole e in quella occasione si evidenzia un prolasso della valvola mitralica di grado moderato. La mia vita continua nella più assoluta normalità fino all’età di 60 anni dove il prolasso diviene più marcato. Ad un successivo controllo presso il Policlinico Casilino, dove ero in cura, si evidenziò infatti un peggioramento della valvola mitralica al grado di moderato severo. Sorgeva quindi la necessità di essere seguito in una struttura cardiochirurgica specializzata e fui indirizzato all’European Hospital di Roma in vista dell’intervento. Ovviamente mi si prospettava il classico intervento di Toracotomia (Il taglio dello sterno), e per questo motivo rimandai l’intervento di alcuni anni in attesa di qualche “miracolo”. Come credente voglio testimoniare che devo tutta la mia vita e la salvezza al mio Signore Gesù Cristo e nel mio cuore pregavo affinché si trovasse una soluzione migliore di quella che mi avevano prospettato. 
Nel gennaio 2017 mia moglie Anna per “caso” durante uno dei miei controlli all’European Hospital ha saputo del professor Vanermen, che veniva dal Belgio ed effettuava l’intervento utilizzando una tecnica detta mini invasiva. Chiamiamo e subito veniamo ricontattati da Agnes che ci fissa un appuntamento per metà gennaio 2017. In questa occasione conosciamo sia la sig.ra Agnes sia il professor Vanermen e subito siamo stati colpiti dalla loro professionalità e dal loro calore umano. Durante il colloquio il prof. Vanermen ha risposto a tutte le mie domande e inoltre, con l’aiuto di un disegno e di un video, mi ha illustrato le modalità e le varie fasi dell’intervento. Subito si è instaurato un rapporto cordiale e di grande fiducia. Non ci sono parole per descrivere la loro professionalità ma anche la loro grande umanità; sanno trasmettere sicurezza e fiducia con semplicità e umiltà, e non manca mai il sorriso sul loro volto. Bisogna conoscerli di persona per comprendere la mia esperienza. Alla fine del colloquio mi sono voltato verso mia moglie e ho detto:”Io vado con loro”. Pienamente convinto nel mio animo abbiamo stabilito la data dell’intervento per il 21/02/2017. Pochi giorni prima del ricovero ricevo una telefonata dalla dottoressa Agnes che voleva sincerarsi del mio stato di salute fisico ma soprattutto emotivo perché era uno degli aspetti fondamentali per la riuscita dell’intervento. Alle ore 07:30 del giorno dell’intervento mi portano nella camera operatoria dove mi addormentano e mi risveglio alle 18:00 in terapia intensiva. Mia moglie mi ha poi riferito che, durante tutta la durata dell’intervento, la dottoressa Agnes la teneva costantemente informata sull’andamento dello stesso. Al termine dell’operazione il professor Vanermen riferisce a mia moglie il buon esito dello stesso: la valvola era stata riparata e tutto procedeva bene. L’European Hospital è una clinica convenzionata di primo ordine per la cardiologia. Il personale si distingue per professionalità ed estrema gentilezza. La camera singola era molto confortevole e pulita; naturalmente aveva il bagno privato ed inoltre un comodo divano letto per mia moglie che mi ha accompagnato con tutto il suo amore in questa avventura. Il terzo giorno mi mettono in piedi e incomincio piano piano a camminare. Ovviamente seguono i controlli di routine e durante la degenza ricevo le visite del professore Vanermen e della dottoressa Agnes. 
Sono passati due mesi dall’intervento: mi sento bene e recupero forza giorno dopo giorno. Tutto procede per il meglio. Il mio ringraziamento innanzitutto va al mio Signore Gesù Cristo che mi ha fatto come sempre del bene. La mia stima e gratitudine insieme a quella di mia moglie vanno al professore Hugo Vanermen e alla dott.ssa Agnes che reputo essere due angeli per tutto il bene che compiono. 
Che questa testimonianza possa essere di aiuto per chiunque si trovi nella medesima situazione.


Michele Cavallo
geometracavallo@yahoo.it

martedì 18 aprile 2017

TESTIMONIANZA DI PASQUALE

È con piacere che intendo divulgare la mia esperienza presso l' European Hospital di Roma e sul metodo chirurgico miniinvasivo praticato dal professor Hugo Vanermen. Nell'ottobre scorso, dopo una diagnosi di prolasso severo della valvola mitrale, ho effettuato una visita presso un noto cardiochirurgo operante al San Raffaele di Milano, il quale, senza dubbio alcuno, mi riferiva di dover subire l'intervento per la riparazione della valvola nel metodo tradizionale, quindi a cuore aperto. A quel punto le mie ansie sono cresciute a dismisura visto che è stata assolutamente esclusa l'eventualità di poter ricorrere ad altre tecniche, come ad esempio la mini invasiva, in quanto non consigliabile ad una persona della mia età (sono un cinquantenne). 
Casualmente vengo a sapere dell'esistenza di un Professore belga, attualmente operante su Roma oltre che in altri paesi europei e, incurante, ma pur sempre assalito da mille dubbi, lo contatto e già l'approccio telefonico avuto con l'assistente del prof. , la dottoressa Agnes Cardella, inizia a diradare parte dei miei dubbi. La sua enorme attenzione e cura verso le mie incertezze mi convincono ancora di piu ad affidarmi al prof. Vanermen. Ho subito l'intervento il 22 febbraio scorso e gia dopo sette giorni ero a casa, quasi perfettamente in forma. La degenza presso l'European è stata eccellente e tutta l'equipe ed il personale estremamente professionali e meritevoli di sinceri elogi. Un grande ringraziamento al prof Vanermen ed alla dott.ssa Cardella per la professionalItà e non da meno per il grado di umiltà e rispetto per il paziente e i suoi familiari. Saranno per sempre ...nel mio cuore.

giovedì 6 aprile 2017

TESTIMONIANZA DI REMO

Sono Remo Pizzardi, di Miano, sceneggiatore, di anni 87... mai sentiti. Amo la montagna, pratico trekking e vela. 
Nel mese di giugno mia figlia Diana mi manda il medico di base per una visita a domicilio preoccupata perché ho qualche perdita di sangue dal naso e …sorpresa, quello mi trova un soffio al cuore! Cardiologo, eco color-doppler, valvola mitralica con corda strappata da operare il più presto possibile. Vietata la montagna, il trekking, le fatiche e appuntamento in settembre per l’intervento chirurgico tradizionale. Non mi resta che la vela per passare il tempo senza angosciarmi troppo...
Per una serie di casi fortunati, che mi hanno fatto pensare “Lassù qualcuno mi ama!” (la mia amata compagna è mancata tre anni fa) da un vicino di barca lussemburghese, col quale simpatizzo subito, vengo a sapere che un noto cardiochirurgo belga opera con una tecnica endoscopica mininvasiva. Si tratta del prof. Hugo Vanermen, che ha operato suo padre senza “aprirlo come un pollo” (così si è espresso il mio amico), il quale padre, dopo tre giorni, andava in bicicletta!
Mi metto subito in contatto con l’assistente del cardiochirurgo, Agnes Cardella, gentile, presente efficientissima, ed ecco l’ultimo colpo di fortuna: Vanermen opererà a Roma il 27 settembre presso l’European Hospital, convenzionato con il S.S.N. 
Ho una fiducia istintiva (e delle ottime informazioni) e mi prenoto immediatamente.
Il 26 settembre alle 8, accompagnato da mia figlia Diana, mi presento all’European Hospital di Roma, bellissimo e organizzatissimo centro particolarmente specializzato in cardiologia e adeguatamente attrezzato, accolto dall’attivissima Agnes. Vengo ricoverato in una bella e panoramica stanza singola, oggetto immediato dei sanitari che mi sottopongono egli svariati esami e controlli necessari.
Il giorno seguente, nel pomeriggio, il Prof. Vanermen viene a conoscermi: è cordialissimo, semplice, sorridente, rassicurante. Mi dice che dagli esami risulto in buone condizioni fisiche e che il mattino seguente mi opererà.
Anche mio figlio Dario arriva a Roma per seguire assieme a Diana le fasi della mia operazione, che la bravissima Agnes riferirà loro dalla sala operatoria.
Il mattino seguente, verso le 8, mi portano in sala operatoria. Sono lucido e curioso, perseguo dantescamente “virtude e conoscenza”. Vedo sopra di me la lampada del tavolo operatorio, percepisco nella penombra intorno la presenza degli operatori. Mi si avvicina l’anestesista… poi il nulla, non ci sono più.
Mi sveglio in una stanza che, capirò poi, è la sala di rianimazione. C’è un orologio a muro che segna le 4. Faccio i conti mentalmente ed esclamo tra me: “Allora mi hanno già operato e sono ancora qua!”. Arriva Agnes sorridente e mi fa segno di OK. Poi viene lui, Hugo Vanermen: è palesemente contento, mi dice che tutto è andato bene e, vista la mia reazione, mi fa uscire dalla rianimazione con mezza giornata di anticipo.
Più tardi viene a trovarmi in camera, con Agnes. E’ molto contento e mi stringe le mani con affetto e mi descrive quello che mi ha fatto: riparazione della valvola mitralica con sostituzione di due corde strappate con altrettante di Goretex e sostituzione della corona. Mi ha dato i i suoi consigli per la riabilitazione: due settimane in montagna all’aria buona: la prima di riposo, la seconda di ripresa dell’attività motoria. 
Dopo due giorni sono in piedi e cammino avanti e indietro nel lungo corridoio. Il 3 ottobre vengo dimesso dall’ospedale e mio figlio Dario mi porta in montagna.
Le previsioni del professor Vanermen si sono puntualmente avverate. Il professor Vanermen è un cardiochirurgo geniale, un uomo forte e gentile. 
Gli sono profondamente grato!

Remo Pizzardi




Anche noi, come figli, vogliamo ringraziare il professore e la sua assistente Agnes, che sono una macchina perfetta.
Non sapete cosa significhi a livello umano per un parente che sta aspettando fuori da una sala operatoria, ricevere messaggi rassicuranti ogni 50 minuti esatti, messaggi che ti accompagnano durante ore lunghissime, in cui la vita ti passa davanti…
E questo non è solo durante l’operazione, ma prima e dopo, nei mesi successivi. L'assistenza da quando si contattano fino alla fine della terapia… A 360 gradi. 
Lo posso dire a gran voce, visto che siamo ancora nei due mesi post operazione: non c'è una volta in cui Agnes abbia tardato a darci una risposta o una rassicurazione.
In filo diretto con il professor Vanermen, è sempre a disposizione per le analisi, medicine, consigli in caso di serio bisogno.
Per non parlare dell'empatia e del sincero affetto che si crea in una relazione così.
Insomma, che dire?  Grazie di tutto e, da questa esperienza che doveva essere non certo bella per i motivi che potrete tutti immaginare, ne abbiamo invece ricavato una ricca e avvincente avventura, anche grazie (a onor del vero), al carattere di nostro padre, che a 87 anni ha affrontato questa operazione nel migliore dei modi, con tutta la positività e la “lucidità” del caso!
Grazie a tutti. 

Dario e Diana Pizzardi


TESTIMONIANZA DI ALFONSO


E’ trascorso un bel po’ di tempo dal giorno dell’ intervento ma l’ intenzione di raccontare la mia storia non è mai stata messa da parte. Forse la pigrizia, forse il persistere di un particolare stato emozionale, me lo hanno impedito finora.

Cio’che mi accingo a scrivere corrisponde a quanto vissuto e a tutto ciò che ho provato e che ancora oggi provo.
Sono uno sportivo, gioco ancora a basket in campionati over e svolgo l’ attività di allenatore, quindi, fino a maggio scorso, non ho mai accusato fastidi e non ho mai notato segnali che potessero allertarmi su ciò che, da li a poco, mi sarebbe stato diagnosticato.
Conclusa la stagione sportiva mi preoccupai di sottopormi a una visita cardiologica approfondita visto che i controlli medici di routine non prevedono esami specifici tipo l’eco del cuore.
Decisi di rivolgermi al Dottor Stefano De Vivo, Dirigente di Primo Livello dell’ Ospedale Monaldi di Napoli: capii subito di avere incontrato la prima delle persone speciali che avrebbero accompagnato tutta la mia avventura. Un Medico che subito conquistò la mia assoluta fiducia, un professionista che sicuramente aveva a “cuore”, da sempre, la salute e la tranquillità dei propri pazienti.
Mi fu diagnosticato un prolasso severo bilaterale della valvola mitralica con interessamento della rottura di corde tendine (chiedo scusa per l ‘uso improprio di una corretta terminologia medica) per cui, era necessario intervenire senza che trascorresse ancora ulteriore tempo.
Senza alcuna esitazione diedi la mia piena disponibilità a sottopormi all’ intervento.
Mai avuto timori o paure di qualsiasi tipo nel pensare di dover affrontare una prova del genere. Incosciente? Questione di carattere… sicuramente! ma anche merito della professionalità, competenza e umanità delle persone che avrei incontrato lungo questo cammino.
In genere ci preoccupiamo di fare ogni sorta di controlli lasciando fuori quella che poi è una parte importantissima del nostro organismo……il cuore. Si pensa che sia l’ ultima cosa che potrebbe creare pregiudizi o meglio che eventuali problemi si presentano solo se accompagnati da segnali precisi, invece, non è così.
Il mio Cardiologo di fiducia mi comunicò che l’ intervento sarebbe stato effettuato da uno dei massimi esperti in tecniche mini invasive per la ricostruzione valvolare. La percentuale che non si presentasse la necessità di sostituire la valvola era considerevole e, quindi, il mio cuore sarebbe stato riparato.
Il Chirurgo era Il Professor Hugo Vanermen coadiuvato da un vero Angelo Custode, la Dottoressa Agnes, persona davvero speciale che mi avrebbe accompagnato fino all’ ultimo controllo post operatorio fatto un mese dopo l’intervento.
Il 10 Agosto fui accolto dalla Dott. Agnes presso il S. Anna Hospital di Catanzaro, sicuramente fiore all’ occhiello della Sanità Italiana, dove sarei stato operato già il giorno successivo.
Già dopo circa tre ore, terminati gli accertamenti di rito , fui accolto in reparto da uno staff di assoluta eccellenza.
Nel pomeriggio ricevetti la visita di quella persona straordinaria che il giorno dopo avrebbe riparato il mio cuore…..il Professor Hugo Vanermen.
Più volte ho cercato di trasmettere, a chi ho raccontato questa mia esperienza, la grande umanità, l’immensa umiltà, il suo modo di infondere sicurezza e serenità, l’indescrivibile professionalità... ma credo di non esserci mai riuscito pienamente: bisognava rapportarsi con lui per capirlo.
Si presentò, effettuò una visita accurata, accompagnata da una cordiale chiacchierata durante la quale mi fu illustrato minuziosamente tutto l’iter operativo.
Alle 7.10 del giorno successivo fui trasferito in sala operatoria, ultima occhiata all’ora: erano le 8.00 in punto, poi più nulla.
Mi risvegliai in un reparto strano, con tanti medici e infermieri specializzati. Ne ricordo i colori, il verde delle pareti, il bianco dei camici , il blu delle divise e un’atmosfera di tranquillità: ero in terapia intensiva. Nei ricordi confusi anche una voce femminile che mi invitava al risveglio.
Ricordo il Professor Vanermen avvicinarsi per mettermi al corrente dell’esito: l’Intervento aveva richiesto più tempo del previsto perché le condizioni della valvola erano piuttosto critiche ma tutto era andato nel migliore dei modi: il grande Chirurgo era riuscito a non sostituire la valvola e a procedere con la riparazione. Ancora una volta aveva vinto, il mio cuore era in perfette condizioni, praticamente nuovo.
Durante l’ intervento la mia famiglia era stata tenuta costantemente al corrente su tutto quanto avveniva in sala operatoria. Appresi dopo che avevano vissuto quelle ora come se avessero assistito all’intervento.
Nei giorni successivi ricevetti un’assistenza perfetta, amorevole e scrupolosissima da parte di quel personale altamente specializzato e la mia degenza fu sempre sorvegliata dalla Dottoressa Agnes che monitorava ogni cosa con la massima attenzione .
Oggi sto benissimo: ho trascorso una convalescenza tranquilla, assistito dal mio Cardiologo e, anche se a distanza, da quelle due persone eccezionali che il destino mi aveva consentito di incontrare.
Ora dovrei concludere con i ringraziamenti ma rischierei di cadere nella banalità: non è possibile dire grazie a queste persone meravigliose per tutto cio’che sono state capaci di dare e per quanto hanno fatto per me e per la mia famiglia.
Spesso nel ricordarli (vi assicuro che non riesco a farne a meno) provo nostalgia per loro e allora cerco di riavvolgere il nastro e quello che potrebbe rappresentare un ricordo da cancellare diventa ogni volta un emozionante film.
Sono convinto di essere stato……un paziente fortunato! Da uomo profondamente cambiato da questa esperienza, posso solo augurare a tutte le persone che soffrono di incontrare sulla propria strada Gli Angeli che ho incontrato io.
Un abbraccio infinito.



Alfonso Maurantonio




sabato 9 luglio 2016

TESTIMONIANZA DI DANIELE

Mi chiamo Daniele Cruciani, ho 42 anni, e sono stata operato dal prof Vanermen il 13 Aprile 2016.
Sapevo di avere un prolasso alla valvola mitrale già da tempo. Ho sempre praticato sport come MTB, calcio ed immersioni a livello amatoriale e, fino a marzo 2015, non avevo mai avuto nessun tipo di problema. Nel corso dell’ultimo anno, dopo un giorno di attività fisica importante, la sera, mentre mi riposavo sul divano, improvvisamente mi sono sentito più volte il cuore in gola e avvertivo delle extrasistole fastidiosissime.
Mi sono così tanto spaventato, che ho fatto subito un elettrocardiogramma e successivo ecocardio dal quale si riscontrava un prolasso alla mitrale di ordine moderato. Il cardiologo mi consigliava di non fare sforzi e di controllarmi annualmente.
Solo facendo gli stessi esami sotto sforzo la situazione si presentava con prolasso di ordine severo, al punto che il medico non mi rilasciava l’attestato per abilitazione all’attività sportiva agonistica e mi consigliava vivamente di cercare una clinica in cui eseguono operazioni di tipo mini-invasivo per la ricostruzione della valvola mitrale, prima di complicazioni al cuore.
A questo punto rifaccio tutta una serie di accertamenti al Gemelli dove mi dicono di tornare dopo 8-9 mesi per un ulteriore controllo. Intanto non facevo più attività sportiva come prima, mi limitavo a brevi passeggiate in bici e tranquille camminate.
Nel marzo del 2016 torno al Gemelli per un nuovo ecocardio e mi danno la notizia che il cuore lentamente si stava dilatando e che la valvola prima o poi doveva subire un’operazione. La tipologia di intervento che mi prospettano è di tipo tradizionale, sternotomia con riparazione ove possibile o sostituzione valvolare. La cosa non mi è piaciuta, quindi ho indirizzato la mia ricerca verso una clinica dove eseguissero l’intervento mininvasivo con riparazione della valvola.
Nemmeno a farlo apposta, parlando del mio problema con una coppia di amici mi dicono che una loro amica aveva sostenuto un anno prima l’intervento di plastica mitrale. La contatto immediatamente e lei col sorriso sulle labbra mi dice una sola parola: Vanermen!
Quel giorno mi si è aperto un mondo! Da quell’istante ho cominciato a sperare di poter tornare a fare le cose che facevo prima.
Mi racconta il suo percorso e mi dà il numero di Agnes, la super assistente del professore.
Il giorno successivo era la fine di marzo, contatto Agnes per programmare una visita con il professor Vanermen.
Da subito ho avvertito che dall’altra parte del filo c’era una persona gentile, premurosa e assolutamente preparata.
Mi chiede copia dell’ultimo Eco. Dopo un solo giorno mi chiama e mi dice che il prolasso è talmente evidente e severo che la valvola è da operare il prima possibile. Sarebbe superfluo fare la visita e tornare due mesi dopo per l’intervento, meglio programmare direttamente la data dell’intervento. Mi dà subito rassicurazioni tali che le dico che se mi operava il giorno dopo per me andava bene, in questi casi i tempi di attesa sono tremendi, angosciosi e interminabili. Agnes Cardella oltre ad essere una professionista di primo livello è una persona stupenda, di una disponibilità infinita, non mi ha lasciato da solo nemmeno un istante, e per uno che deve operarsi al cuore non è cosa di poco conto. Mi ha spiegato in cosa consisteva l’intervento, mi ha rassicurato quotidianamente come fosse un famigliare, infatti per me è come se lo fosse.
L’intervento è stato fissato per il 13 aprile nella clinica di Catanzaro Sant’Anna Hospital. Non immaginavo minimamente che a Catanzaro in Calabria potesse esserci un centro cardiologico di eccellenza.
Intanto Agnes si fa carico della prenotazione del taxi per il tragitto che separa l’aeroporto dalla clinica e l’albergo per mia moglie, praticamente non ho pensato a nulla fuorché all’intervento.
Il giorno del ricovero mi è venuta incontro con il sorriso, ero teso ma non spaventato sapevo che lo staff del professore è di primordine. La giornata è passata tra la routine degli esami fino a sera, quando il professore insieme ad Agnes vengono nella mia stanza e spiegano a me e a mia moglie il tipo di intervento che verrà eseguito e che la valvola sarà riparata al 99%, a me questo basta!
Mi strinse la mano e mi disse ci vediamo domani.
La notte è stata una lunghissima notte.
Di prima mattina mi hanno portato in sala operatoria, l’intervento è durato circa 4 ore, in tutto questo tempo mia moglie è rimasta sempre in contatto con Agnes che dalla sala operatoria la teneva aggiornata sull’andamento dell’intervento! Cose mai viste in Italia!
Mi sono risvegliato in sala intensiva alle 19:30 con la vista di Agnes che mi faceva salutare mia moglie Lucia e mi diceva che era andato tutto bene! L’intervento è riuscito perfettamente testimoniato anche dalle visite successive, non c’è più traccia del prolasso.
La notte trascorsa in sala intensiva è stata interminabile, guardavo insistentemente le lancette dell’orologio affisso alla parete di fronte che parevano bloccate, l’avevo messo nel conto che due-tre giorni sarebbero stati duri! Infatti così furono, finché non mi tolsero i drenaggi.
Il giorno dopo l’intervento mi hanno trasferito in reparto. Il professor Vanermen insieme ad Agnes sono venuti a salutarmi, hanno ribadito che il mio cuore era come nuovo. Non smetterò mai di ringraziarli. Il terzo giorno mi hanno alzato dal letto e con mio stupore dopo qualche giorno camminavo già su e giù per il corridoio del reparto! Il lunedì successivo dopo 5 giorni dall’intervento mi hanno dimesso e sono tornato a casa in aereo. La prima settimana a casa mi sentivo un po’ debole ma le forze piano piano sentivo che tornavano! Dopo dieci giorni sono andato al mio studio e i colleghi quando mi videro non credevano ai loro occhi.
Oggi è il 9 luglio compio proprio oggi 43 anni e mi sento benissimo. Ringrazio con tutto il CUORE le persone meravigliose che ho incontrato, che mi hanno assistito e sostenuto in questi tre mesi.
Lascio i miei recapiti in modo che, qualsiasi persona si trovi con il mio stesso problema possa chiedermi informazioni a riguardo.

Daniele Cruciani